Parada Italia > News dal mondo > GLI ORFANOTROFI LAGER DI CEAUSESCU

GLI ORFANOTROFI LAGER DI CEAUSESCU

Con il decreto 770 del 1966 il dittatore vietò l’aborto e la contraccezione: oltre 170.000 bambini furono “affidati” allo Stato dalle famiglie troppo povere per sfamare con gli scarsi mezzi economici tante bocche

di MAURIZIO PECICCIA

Nella metà degli anni ’60  la Romania sotto il pugno di ferro di Ceausescu subì una politica di vertiginoso aumento demografico nella scriteriata illusione che l’aumento della popolazione avrebbe assicurato una maggiore crescita economica. Con il decreto 770 del 1966 il dittatore vietò l’aborto e la contraccezione proclamando con arroganza: ”Il feto è proprietà dello stato! ” Le donne rumene sotto la stretta vigilanza della  polizia mestruale, agenti governativi con formazione sanitaria, furono obbligate a controlli ginecologici mensili. Ogni gravidanza scoperta era monitorata fino al concepimento. In caso di mancata nascita la donna doveva subire un processo e poteva finire in carcere. Si arrivò in breve a medie record di quasi 4 figli a coppia.

Le conseguenze dell’editto del tiranno furono devastanti: oltre 170.000 bambini furono “affidati” allo Stato dalle famiglie troppo povere per sfamare con gli scarsi mezzi economici tante bocche.

I piccoli furono ammassati in circa 700 istituti per minori, situati in luoghi remoti , abbandonati in condizioni igieniche sanitarie impensabili, vittime di un denutrimento alimentare e affettivo considerato tra i peggiori di tutta la storia degli orfanotrofi.

La mortalità degli infanti rumeni fu sicuramente elevatissima, si pensi che nel solo orfanotrofio Sighetu Marmatiei, nel periodo 1973-1991, il registro documentava 239 decessi!  Ma quante piccole vite si spensero nella totalità dei 700 lager per minori è difficile saperlo in quanto, data l’alta mortalità, i piccoli erano registrati all’anagrafe solo dopo il primo anno di età. Una strage degli innocenti, nascosta per decenni dal nuovo Erode, si è svolta alle porte del boom economico dell’occidente tra gli anni ‘70 e gli anni ’80. Le vittime di questo olocausto infantile restano senza nome e senza storia perché per il regime quelle migliaia di piccole vite non sono ufficialmente mai esistite.

Le estreme condizioni degli orfanotrofi lager provocarono in molti dei sopravvissuti, disabilità motorie, linguistiche e psichiche simili a quelle osservate da Spitz. Questi bambini furono relegati dal regime in istituti speciali, i gironi più profondi dell’inferno di Ceausescu.

“Quando visitai nel 1990 per la prima volta l’orfanotrofio per bambini con disabilità di Pastraveni, rimasi terrorizzata… alcuni bambini erano apatici, altri aggressivi erano legati ai loro letti sporchi, altri erano affamati e congelati”(Barbara Stamos, Presidente del Parlamento bavarese).

“ I bambini giacciono su vecchi, materassi estremamente sporchi, in biancheria da letto miserabile, in pozze di urina ed escrementi”. (Markus Weidman sacerdote di Monaco di Baviera, intervista a Radio Europa Libera, 21.1.1991)

“Non possiamo rimanere a lungo nelle camere dell’orfanotrofio a causa dei miasmi, vogliamo vomitare… copriletti sporchi, lenzuola bagnate di urina, materassi coperti da tumuli di escrementi secchi. Ci sono bambini che colpiscono la loro testa contro le sbarre di ferro del letto, senza mai smettere” (Ariane Barth, Der Spiegel 26.03 1990)

E’ stata l’esperienza più irreale che abbia mai avuto in vita mia… Ho avuto la sensazione di nausea e la colpa per essere lì… Erano scheletrici e scarnificati, non ho mai visto niente di simile”. Jane Aronson, Washington Post, 30.1 2014)

Ho visto bambini nelle camicie di forza, bambini rinchiusi in gabbie… Ho visto ragazzi che stavano letteralmente morendo affamati“, (Janice Tomlin, Washington Post, 30.1 2014)

“Ho visitato tempo fa l’orfanotrofio di Popesti, l’inferno dei disabili e ne ho avuto terrore… Non potevo credere all’esistenza di simili torturatori…Ho chiamato la sola inserviente in servizio nella casa, era in giro in paese per risolvere problemi personali, prima di aprire la porta ferrata ha messo mano ad un bastone per difendersi dai bambini… Ho visto alcuni di loro chiusi con le sbarre… c’erano insieme, seminudi, maschi e femmine, urlavano come bestie e si facevano i bisogni addosso” (Aurel Leon, Monitorul, 7.12.93).  

TRATTO DA REPUBBLICA 


Ogni anno in Romania, grazie anche al tuo sostegno, aiutiamo più di 600 bambini e giovani costretti a vivere in strada, attraverso diversi servizi: unità mobili, centro diurno, inserimento e sostegno scolastico, formazione professionale ed inserimento al lavoro, circo sociale e sport.

Aderisci alla campagna “Non sono più invisibile”, diventando socio di Parada 2018Con una quota di soli 20 euro all’anno.

 

Milano ad Edinet - Realizzazione Siti Internet Sindimedia srl - Realizzazione Siti Internet