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ROMANIA: LA BUROCRAZIA CHE FERMA LA PREVENZIONE

COMUNICATO STAMPA – Associazione Rumena contro l’AIDS

 All’attenzione del:

Ministro della Sanità, Florian-Dorel Bodog

Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Lia-Olguța Vasilescu

Presidente della Cassa di Assicurazione Sanitaria Nazionale, Marian Burcea

Presidente della Cassa di Assicurazione Sanitaria del Municipio di Bucarest, Lucian Vasile Bara

Direttore Generale dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica, Mihai-Marius Dan

Direttore Generale della Direzione Generale di Polizia del Municipio di Bucarest, Mihai Marius Voicu

Direttore Esecutivo delle Direzione Generale di Evidenza delle persone del municipio di Bucarest,

Egregi Signori/Signore,

Nel periodo compreso tra il 1° Aprile 2015 ed il 31 dicembre 2017, il consorzio di organizzazioni costituito da ARAS – Associazione rumena contro l’AIDS, l’Alleanza per la lotta contro l’alcolismo e la tossicodipendenza (ALIAT) e la Fondazione Parada porta avanti il progetto finanziato dal Fondo Globale per la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria “Tratament pentru toți, acum!” attraverso il Programma Decreasing the TB burden in Romania through reforming the TB control system and strengthening the management of drug-resistant TB by ensuring universal access to diagnosis and treatment and addressing the needs of population groups at risk.

Il progetto ha come target i consumatori di droghe iniettabili (CDI) di Bucarest e di Ilfov e mira a ridurre l’incidenza della tubercolosi (TBC) e della mortalità per questa causa attraverso interventi specifici, tra cui la prevenzione, l’accompagnamento per la diagnosi, il trattamento e le cure ed i servizi di supporto per l’aderenza al trattamento.

Le nostre organizzazioni forniscono da più di 10 anni servizi di supporto al fine di migliorare sia le condizioni mediche e psico-sociali sia di prevenire epidemie causate da HIV, epatite virale e tubercolosi a Bucarest ed in altre comunità.

Durante l’implementazione delle attività del progetto abbiamo riscontrato ripetute difficoltà di accesso alle cure (per l’HIV, per altre malattie infettive, in caso di emergenza psichiatrica o chirurgica, per la TBC) da parte delle persone e dei gruppi a rischio non assicurati, che hanno perso la loro tessera sanitaria o non hanno un documento di identità valido.

Un caso recente è quello di un paziente con tubercolosi attiva, senza carta d’identità e tessera sanitaria, ricoverato in un reparto di pneumologia a Bucarest, che è stato rilasciato, su richiesta, il 4 luglio 2017 in condizioni di tossicodipendenza e, probabilmente, relativi problemi psichiatrici, senza che l’intervallo durante il quale è stato ricoverato in ospedale (28 giugno – 4 luglio 2017) sia stato sufficiente per completare il regime di trattamento e per l’ottenimento di una carta d’identità temporanea.

Pertanto, in assenza di documento d’identità e di tessera sanitaria (nonostante il paziente da sistema risultasse assicurato), l’ospedale non può chiedere il rimborso di ospedalizzazione per questo paziente. Il paziente, con il supporto di ARAS ha presentato la richiesta di carta d’identità temporanea ad un ufficio di polizia di Bucarest e, nonostante gli sforzi da parte di ARAS per accelerare le procedure legali, non è stato possibile a causa delle barriere legali e burocratiche. La legge prevede che l’ufficiale di polizia identifichi la persona senza fissa dimora in un determinato luogo, ma naturalmente non è possibile che un senzatetto si trovi per 24 ore nello stesso posto. Ancora meno probabile è che sia una persona tossicodipendente a rimanere ferma in un luogo per essere identificata. L’agente di polizia in questione è stato abbordato diverse volte senza alcun risultato, fino al 4 luglio 2017, quando ci siamo rivolti al Comandante, accompagnati dallo stesso paziente e maschere di protezione. Si noti inoltre che il termine di rilascio della carta d’identità è di 30 giorni e, in casi di emergenza, di 14. Un ospedale non sarà in grado di ricevere un rimborso se si prende cura di un paziente nel periodo in cui non è in possesso di un documento di d’identità, anche se il paziente ha una malattia trasmissibile. Come assistenti sociali, ciò che osserviamo è che questa procedura ostacola sia l’assistenza sanitaria che la prevenzione circa la diffusione di malattie trasmissibili. 

Data il periocolo della trasmissione della tubercolosi tra la popolazione nel momento in cui si impedisce l’accesso alle cure sanitarie a questa categoria di pazienti, sollecitiamo il Ministero della Salute affinché convochi una riunione con i responsabili della Cassa di Assicurazione Sanitaria Nazionale, Cassa di Assicurazione Sanitaria del Municipio di Bucarest, Istituto Nazionale di Sanità Pubblica, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, reparti di pneumologia e ospedali per le malattie infettive di Bucarest, Direzione Generale di Polizia del Municipio di Bucarest, di Evidenza delle persone del municipio di Bucarest, e le ONG che operano nel settore. Lo scopo sarà quello di individuare soluzioni concrete per garantire l’accesso in casi di emergenza da parte dei pazienti affetti da tubercolosi ai servizi di diagnosi e di trattamento, a prescindere dal loro status di pazienti assicurati e dall’assenza del documento di identità, e allo stesso tempo per assicurare il rimborso delle spese di ospedalizzazione di questi pazienti. Queste difficoltà istituzionali, burocratiche e legali con effetti disastrosi sulla salute pubblica saranno comunicate agli enti internazionali pertinenti – Organizzazione Mondiale della Sanità, Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV / AIDS, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – e al finanziatore del programma, Fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria.

Con stima,

Maria Georgescu, Direttore Esecutivo, ARAS

Ionuț Jugureanu, Direttore Esecutivo, Fondazione PARADA

Eugen Hriscu, Direttore Scientifico, ALIAT

Silvia Asandi, General Manager, Fondazione Romanian Angel Appeal

Fonte: AGERPRES        

 

 

 

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