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LA DENUNCIA DELLE ONG: IN ROMANIA CONSUMATORI DI DROGA ABBANDONATI A SÉ STESSI

I consumatori di droga che non hanno accesso ai servizi, ai percorsi di riabilitazione e alle cure mediche restano intrappolati in un circolo vizioso che tocca la società intera.
Ne sono un esempio le malattie trasmissibili, le epidemie di HIV, di epatiti o la diffusione di casi di tubercolosi, di cui la Romania consegue il triste primato nell’ambito dell’Unione Europea.

Bucarest – “Non si può più andare avanti così!” è l’appello lanciato dalle più rappresentative ONG attive nell’ambito della prevenzione e del trattamento della tossicodipendenza – tra cui la Fondazione Parada – accompagnato da un invito all’empatia: “non aspettiamo di vivere alcune problematiche direttamente sulla nostra pelle per capirne l’importanza e sentire la necessità di intervenire”.

Le organizzazioni Fondazione PARADA , RHRN, ARAS, ALIAT e Sens Pozitiv lanciano un segnale di allarme sulla prevenzione ed il trattamento delle malattie trasmissibili a fronte delle politiche pubbliche in materia di contrasto al consumo di droga considerate insufficienti, inadeguate e scoordinate.

Le organizzazioni hanno dichiarato di interrompere a tempo indeterminato la collaborazione con l’ente preposto al coordinamento in questo ambito – l’Agenzia Nazionale Antidroga – conseguentemente ad una serie di promesse non mantenute ed alla sparizione dei fondi destinati ai Programmi di Interesse Nazionale. A questo si aggiunge la decisione da parte della municipalità del settore 5 di chiudere una struttura che ha offerto per 5 anni servizi gratuiti ai consumatori di droga in una delle zone più problematiche della capitale, il quartiere Ferentari. segue un update con i dettagli

I fondi in questione avrebbero contribuito alla realizzazione di un centro per minori, di servizi mobili di consuelling e di nuovi alloggi per i consumatori, considerando che le strutture attualmente disponibili possono supportare solo il 2,5% dei consumatori che scelgono di rinunciare alla droga, oltre che ad attività di prevenzione nelle scuole.

Ionut Jugureanu – direttore esecutivo della Fondazione Parada – ha ricordato che “un bambino al di sotto dei 18 anni, non potendo iniziare un trattamento senza l’accordo dei genitori e non disponendo di centri pubblici pronti ad accoglierlo, è destinato a rimanere un consumatore”.

I consumatori di droga non sono considerati un target prioritario, ignorando che non si tratta di una categoria isolata dal resto della popolazione. Senza interventi di contrasto si rischia di generare un grave problema di sanità pubblica, tra cui un’epidemia di HIV, di epatiti e di tubercolosi. Le popolazioni di strada e gli indigenti sono sicuramente vulnerabili, ma la popolazione intera è a rischio. Per questo il piano d’azione delle istituzioni dovrebbe essere fondato su valori come la prevenzione ed il trattamento, piuttosto che essere di tipo repressivo.

Lo Stato rumeno deve prendersi la responsabilità dei consumatori e dei relativi problemi di sanità pubblica le cui mancanze, ad oggi, vengono sopperite grazie all’impegno delle organizzazioni non governative ed ai finanziamenti esterni. Ad esempio il Fondo Globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria che nell’anno 2007 ha interrotto il sostegno indirizzato alla Romania credendo che le istituzioni pubbliche fossero in grado di assumersi le proprie responsabilità e che nel 2013 è dovuto tornare sui propri passi.

UPDATE 04.04.2017 – Continuano i provvedimenti che stanno portando all’isolamento della categoria vulnerabile dei consumatori di droga. La municipalità del settore 5 di Bucarest ha fatto chiudere i battenti al Centro Caracuda, unica struttura del quartiere Ferentari dedicata all’assistenza dei consumatori di droga. Il centro, coordinato dall’Associazione Carusel, ha offerto in 5 anni servizi gratuiti a circa 5000 consumatori come ad esempio lo scambio di siringhe che ha inciso positivamente sulla diffusione delle malattie trasmissibili.

 

dalla conferenza stampa organizzata dalle ONG il 28.03.2017 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest

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