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Testimonianze

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“Questi bellissimi esseri umani che abbiamo avuto il regalo di poter conoscere, almeno un pochino, forse non sono gigli nella loro apparenza esteriore, ma sono sicuramente dei figli di cui essere orgogliosi. Anche io ho un ricordo che mi piacerebbe condividere, un ricordo che mi riempie di tenerezza: l’ultimo viaggio di ritorno da uno spettacolo, la notte di inizio estate fuori dal furgone, e una testa addormentata sulla mia spalla…quanta fiducia e quanto amore in questo piccolo gesto…”

(Sara, famiglia ospitante, Ivrea)

“Ci avete ricordato da che parte si può guardare il mondo, per non dimenticare nessuno. E che vale la pena sorridere, senza risparmiarsi. Dicono sia un modo per scoprire che un altro mondo è possibile. Di certo vi abbiamo voluto bene. Davvero”

(Organizzatori, Alessandria)

“Caro Liviu, allo spettacolo facevi tanto ridere! Quando ti ho visto la prima cosa che ho notato sono i tuoi muscoli, sei molto forte, sai cosa ti dico? Io vorrei essere forte proprio come te!”

(Giovane spettatore, Carmelo, 4c, scuola Elementare di Rescaldina - VA)

“Caro Marian, ti voglio dire che tu sei il più bravo! La maestra ci ha detto che sei stato uno dei primi che Miloud ha conosciuto, ma io non ci potevo credere…Salutami Miloud e digli che a scuola stiamo parlando tanto di voi, e vi vogliamo tanto bene.”

(Giovane spettatore, Iacopo, 4c, Recaldina – VA)

“Per tutti sono i ragazzi di Bucarest; per noi hanno un nome, una storia spesso dolorosa di cui non amano parlare, un presente straordinario e un futuro come lo sognano tutti i ragazzi. Mezza Conselve ha a casa un naso rosso. Tutta Conselve ora sa chi sono, e cosa significhi “un naso rosso contro l’indifferenza”. Hanno seminato un po’ di scompiglio nella nostra routine annoiata dal benessere e dal disinteresse. Come una pioggia a lungo attesa questo scompiglio ci ha fatto capire che l’umanità ce la può insegnare proprio chi ha visto negata un’infanzia felice. Grazie ragazzi!”

(Gruppo organizzativo, Conselve - PD)

“Noi, Fondazione Parada di Bucarest, vi vogliamo ringraziare per la vostra gentilezza, per la vostra ospitalità, per questa settimana che noi abbiamo trascorso con attimi intensi. Questa esperienza è stata per noi difficile perché per dieci giorni abbiamo avuto una famiglia, madre, padre, sorelle fratelli e quello di cui abbiamo bisogno. Per questo noi vi ringraziamo, perché c’è chi è stato tutto questo per noi anche solo per dieci giorni. Speriamo di rivederci un’altra volta, forse in Romania, o forse ancora in Italia, così potremo ridere e non piangere come oggi tutti fanno per la nostra partenza.”

(Ragazzi di Bucarest a Casaloldo – MN)

 

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