Home Miloud Miloud si racconta

Miloud si racconta

E-mail Stampa PDF

“Avevo vent’anni nel 1992 e una grande voglia di salvare il mondo. Sono partito per la Romania, con la mia valigia da clown e dopo quattordici anni ho scoperto che io non sono stato in grado di salvare nessuno, ma sono stati i ragazzi che ho incontrato in strada a Bucarest a salvare me!

Assieme ai collaboratori di Parada, abbiamo cominciato a pensare che non si debba salvare una persona ma aiutarne più di una a salvarsi da sola.

Capire con questa persona quale sia il suo sogno e cercare di accompagnarlo in questo viaggio, un viaggio fuori dai tunnel, quell’inferno-rifugio che molti bambini avevano scelto in alternativa ad una casa che non esisteva, all’indifferenza della gente.

Lo spettacolo è stato un magnifico pretesto, per organizzare attività che insegnassero ad essere autonomi, ad essere belli, su un palcoscenico, e poi ad essere riconosciuti, dagli altri, dalla gente che fino a poco prima li ignorava per strada, o addirittura li trattava come animali, randagi.

Dopo un applauso, quando un intero teatro ti applaude, anche se la tua mamma non ti ha mai detto che sei bravo, anche se tuo papà di ha detto che non vali niente, inizi a credere che forse sei capace di fare qualcosa, e che forse c’è anche un posto per te in questa vita. Abbiamo pensato che la salvezza passare attraverso il gioco, le acrobazie, ridere degli altri per poter ridere di se stessi. Questo è stato solo l’inizio, la nostra intuizione.

Abbiamo cominciato a pensare ad un percorso di recupero concreto, che aiutasse questi bambini con volti di adulti a tornare alla vita, così abbiamo strutturato un centro diurno con assistenti sociali, animatori socio-educativi, medici, psicologi, abbiamo aperto degli appartamenti sociali, abbiamo costituito una equipe di strada che per mezzo di una caravan potesse incontrare tutti quei bambini che vivono ancora al freddo e alla fame, proprio coloro che hanno bisogno di sentirsi dire “buon giorno”, ma anche “buona sera”, e magari anche un “ti voglio bene”.

E poi abbiamo pensato di portare questi ragazzi in Italia e in Francia, ma anche in altri Paesi d’Europa in tournèe, come ambasciatori dei diritti dell’infanzia negata, e la tournèe per molti di loro è stato uno stacco netto tra il passato buio e il futuro, illuminato dalle luci della scena.

Noi Europei parliamo di terzo mondo, parliamo di Paesi in via di sviluppo, ma non ci rendiamo conto che il terzo mondo è a casa nostra, è a Parigi, Milano, nelle grandi capitali europee dove oggi migliaia di bambini vivono soli e abbandonati

Ho creato Parada per me, ma da solo non sarei stato capace di fare niente.

Ecco perché oggi c’è oltre a Parada Romania anche Parada Italia, che prendendo spunto dal lavoro fatto a Bucarest, opera sul territorio nella lotta all’emarginazione e all’esclusione dei soggetti più deboli ed in particolare a fianco dei bambini e degli adolescenti.”



 

I video

bombonieparada

Iscriviti per ricevere la newsletter di parada Italia

5x1000

aziende